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Poker gioco di fortuna o abilità?

Sapevi che in America una legge del 1802, e che non è stata più toccata, vieta ancora di giocare a poker nelle proprie case se vi sono montepremi in denaro?
Sembra una legge folle per noi, o almeno antiquata, anche solo se vogliamo appellarci alla privacy.
Non molto tempo fa però, si tratta giusto di qualche anno, un gruppo di amici ha dovuto sborsare una multa molto salata in California perché sul momento non riuscì ad appellarsi a nulla che potesse scagionarlo.
In pratica non poterono dimostrare che il poker non è più classificabile nell’elenco dei giochi puramente d’azzardo. Per fortuna, piano piano, oggi il poker è riuscito a ritagliarsi un posticino tra le cosiddette discipline di abilità.
Io e te l’abbiamo sempre sostenuto ma evidentemente, e storicamente, non è poi così scontato.
Eppure appassionati, studiosi, psicologi, sociologi, scrivono fiumi di libri sulle tattiche, sulle strategie, e spesso anche sul calcolo matematico delle probabilità, che poco ha a che vedere con la semplice “botta di fortuna”.
E non viene da definire il poker come un gioco di fortuna neanche quando si scopre che in molte università del nord America, ove vi siano facoltà di Giurisprudenza o Economia (l’americano business …), esiste un corso che si chiama più o meno “strategia del poker”. E l’approccio di professori e studenti universitari non può essere che di tipo prettamente scientifico, approccio quindi che davvero ha poco a che vedere non la fortuna.
Insomma, pare che l’opinione comune, e probabilmente anche quella di chi conta, si stia lasciando convincere sul fatto che ormai il poker non possa essere più definito gioco d’azzardo.
Ma se proprio vogliamo inoltrarci in motivazioni più tecniche per cui possiamo definire il nostro poker diverso dai più comuni del gioco d’azzardo, basterà illustrare una semplice evidenza.
Il giochi d’azzardo sono organizzati in modo che i giocatori non si sfidino tra di loro, come un qualsiasi sport competitivo richiede, ma contro un banco.
I giochi d’azzardo vengono concepiti affinché i giocatori non partano in una situazione di equità statistica nei confronti del banco, come succede quando concorrono per una disciplina di abilità, (pensiamo alla presenza del numero 0 verde tra i numeri rossi e neri della roulette oppure la mancanza di una tattica con cui affrontare il banco nel blackjack o nella online slots machine).
I giochi d’azzardo sono incentrati esclusivamente sul vincere o perdere, possibilità, entrambe, interamente affidate al caso, e non calcolabili in termini statistici, se non con risultati a termine lunghissimo.
Tornando agli aspetti più pratici che differenziano il poker da un nomale gioco d’azzardo posso senza dubbio portarti a riflettere sui momenti che precedono una decisione nel poker, ed una in un qualsiasi altro gioco d’azzardo.
Non mi segui? Ti propongo un giochino. Nota le piccole differenze:
Situazione 1.
Sei ad un tavolo di una roulette, gli altri giocatori hanno già posizionato le loro fiches sul tappeto, devi scegliere a quale numero affidare i tuoi soldi.
situazione 2.
Sei ad un tavolo di poker, gli avversari hanno già agito, il piatto è già pieno, devi scegliere come puntare e come giocare la tua mano.
Quali sono le differenze tra la situazione 1 e la situazione 2?
Esatto! Le possibilità che hai nella situazione 1 non sono dettate da nulla che ti possa far propendere per un numero in particolare. Nella situazione due invece la scelta è una conseguenza di ciò che hai fatto finora, di ciò che vedi davanti a te, addirittura di come hanno agito gli altri giocatori, ovvero di una precisa dimostrazione di abilità.
Potrei star qui a parlare fino a domani, portando come esempio gli studi del Prof. Micheal Dedonno ed il Dr. Douglas K Dettermann, dell’università Case Western Reverse, su un campione di persone già avvezze al poker ed un campione di persone che non avevano mai giocato in vita loro, oppure sulle millemila ore di studio e continui aggiornamenti a cui si sottopongono anche i migliori campioni internazionali di poker.
Insomma, se si trattasse solo di fortuna nessuno sarebbe tanto stupido da sprecare il suo tempo per migliorare. La fortuna del resto non si migliora, o si viene baciati o a random, si viene respinti.

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